venerdì 1 luglio 2011

Degas disegnò in copia le "Tre Grazie" di Raffaello

      STRAORDINARIO  RITROVAMENTO
AVVENUTO  TANTI  ANNI  FA...



Quest'opera, custodita e ritrovata,
é provvista di perizia grafologica
che ne attesta l'autenticità  
e la riconducibilità 
all'artista francese
ma di origine napoletana


 EDGAR DEGAS
(clicca sul nome per saperne di più)


Quest'opera é proposta al Ministero Italiano dei Beni Culturali
affinché sia destinata ad un Museo italiano
con l'augurio che possa essere apprezzata
dalla Pinacoteca di Capodimonte, Napoli ? 


P E R I Z I A :


 ESAME DELLA MANOSCRITTURA IN CALCE A UN DISEGNO
RIPRODUCENTE "LE TRE GRAZIE" DI RAFFAELLO
ATTRIBUITA AD EDGAR DEGAS

A Umberto Joackim Barbera capitò di trovare questo disegno in una cartella contenente foto e lettere della sua famiglia composta da tre donne: sua madre (vedova) una domestica e la sua prima moglie. Guarda caso, questo foglio di carta sottile, rappresentava non una ma ben tre donne nude delle quali una sola é vista di schiena! Questo disegno avrebbe fatto parte di una cartella che il padre dell'artista, il banchiere de Gas, stava portando con se a Napoli, di passaggio a Torino presso parenti, dove fu colpito da ictus durante il suo viaggio da Torino verso Alessandria, per la strada collinare de "La Rezza". Ricoverato presso una cascina di contadini, venne cercato per  diverso tempo dal figlio Edgar Degas che finalmente riuscì a ritrovarlo, come testimoniano le seguenti due lettere:



Le opere  sarebbero state donate da Edgar Degas alle persone che ebbero in cura suo padre e che lo ospitarono durante i giorni del ricovero di fortuna presso la cascina di Pavarolo, un Comune collinare che si trova a pochi chilometri dal paese di Sciolze dove abita Umberto Joackim Barbera (Joackinder), a circa km.22 da Torino.


Umberto Joackim Barbera = "Joackinder"

"Trovai questo disegno per puro caso
e lo riconobbi per via della scritta descrittiva . . . " 

Quest'opera venne ritrovata, oltre cent'anni dopo, 
in una vecchia cartellina 
nel corso di una straordinaria pulizia Pasquale.

^
 Disegno copia di Edgar Degas
delle "Le tre grazie" di Raffaello.

Il punto ora é riconoscere l'artista autore di questo disegno utilizzando l'unico indizio presente a margine del disegno: una frase manoscritta a matita sotto il disegno, sulla base del foglio.

Alla prima impressione, il disegno sembrava cogliere l'atteggiamento delle "Tre Grazie" di RUBENS:



Ma le mele tenute in mano dalle Grazie rimandavano al celebre disegno di RAFFAELLO:



Occorre ora ipotizzare il nome dell'artista che abbia realizzato questa "bagatelle", uno scherzo in cui si ritrovano nello stesso tempo le invenzioni di Rubens e Raffaello.

Grazie al suo intuito, Joackinder ("nickname" di Umberto Joackim Barbera, esperto degli artisti francesi dell'800-900) ha trovato le prove della autenticitá del disegno raccogliendo cataloghi di mostre, aste e fogli di corrispondenza in volumi dedicati alla biografia e all'opera dell'artista Degas, in cui ha ritrovato la sua calligrafia in modo da analizzarla con la più moderna metodologia di indagine scientifica grafologica-peritale.

Gran parte delle copie eseguite da Degas hanno la caratteristica di essere definite con un tratto similare a quello delle "Tre Grazie" ed inquadrate dalla sua stessa matita. Tuttavia, considerando che la copia al disegno del Raffaello manca del timbro del Louvre e della firma di Degas, si é ritenuto di affidare una perizia sulla manoscrittura in calce al disegno, al Prof. Gianni Eugenio Viola (docente universitario di storia dell'Arte ed accreditato esperto di grafologia, operante a Roma).

"Dato il carattere particolare del documento - scrive il Prof. Viola nella sua perizia - si é resa necessaria una preliminare indagine per acclarare in quali circostanze Degas abbia potuto vedere e copiare dal vero (come sempre fece) l'opera di Raffaello che dopo essere stata custodita dalla Galleria Borghese di Roma era giunta in Inghilterra dove, fino al 1888, rimase nella collezione privata di Lord Ward. Dopo tale data l'opera venne acquistata dal Principe d'Orleans e collocata nella collezione che egli donò allo Stato francese e che costituisce oggi ancora il Museo Condé".

"Ora é noto che Degas conobbe a Londra nel 1870 l'artista italiano Carlo Pellegrini (1839-1889), come lui discendente da famiglia legata alla aristocrazia napoletana. Degas proveniva dalla famiglia dei banchieri de Gas, stabilitasi a Napoli al tempo della rivoluzione francese; Pellegrini da una famiglia di latifondisti meridionali e, per parte di madre dai Medici".

"Pellegrini s'era benissimo inserito nella vita dell'élite londinese: giunto a Londra nel 1864 era divenuto presto amico del Principe di Galles, il figlio della Regina Vittoria, che escluso da qualsiasi carica pubblica era il campione di quella mondanità fatua che segnò l'età che da lui prese il nome di "edoardiana".

"Per vent'anni (1869-1889) Pellegrini - dandy e brillante - realizzò splendide caricature destinate a "Vanity Fair", oggi per lo più custodite alla National Portrait Gallery di Londra".

—--> per un motivo che non ci é dato di conoscere, Degas avrebbe utilizzato un blocco di fogli da disegno annotando a margine in inglese, giacché era a Londra, il riferimento alla proprietà del soggetto ritratto oltre che ad indicare il titolo dell'opera copiata, quindi in un secondo momento provvide a strappare il foglio disegnato per donarlo a qualche suo amico se non allo stesso Carlo Pellegrini oppure a Lord Ward per ringraziarlo dell'opportunità offertagli". 













Conclusione  della  perizia




E per ultima considerazione che avvalori l'importanza della rappresentazione delle "Tre Grazie", si pensi che fin dall'antichità in epoca egizia, "Le tre grazie" erano considerate e riprodotte anche su ventagli bronzei, come prova questo reperto ritrovato da archeologi tedeschi nella Baia di Abukir :






















Accertata l'autenticità della manoscrittura di Edgar Degas sul disegno della copia delle "Tre Grazie" di Raffaello, ed i riferimenti storici antichissimi, a questo punto solo un contestatore particolarmente avverso potrebbe sostenere che il disegno non sia stato eseguito da Edgar Degas ma dal suo amico Carlo Pellegrini. Tuttavia, essendo la vocazione alla contraddizione una costante nella critica d'arte, Joackinder Vi invita ad esprimere qui di seguito il vostro sagace commento.

Se infine vi rendeste conto di non essere particolarmente appassionati a disegni quanto alla pittura ad olio, potreste esaminare un'altro dipinto particolare di Edgar DEGAS:

Si tratta di un'opera dipinta negli ultimi anni della sua vita, quando ormai quasi cieco, l'artista dipingeva con una pennellata più materica ma non meno affascinante soprattutto per il soggetto proposto:


LA SIMPHONIE DU DIABLE

Si tratta di un dipinto firmato dall'artista in materia coeva e riconosciuta autentico dalla firma del grande critico d'arte spagnolo Pierre Cabanne, sfregiato da militari nazisti in tempo di guerra ma recuperato da un sapiente restauro.

L'opera é databile osservando l'acconciatura delle Signore spettatrici in sala (capelli corti) e l'atteggiamento femminista rivoluzionario (una spettatrice protegge col suo braccio sulla spalla l'accompagnatore seduto al suo fianco), un cambiamento del costume manifestatosi nei primi anni del 1900 nella disinibita città di Parigi.

Opera firmata "Degas" in pasta
controfirmata da Pierre Cabanne (in grigio)

Per quanto alla sinfonia cosiddetta del diavolo, si rimanda a quei particolari passaggi armonici che nel tardo 1700 furono proibiti dall'oscurantismo della chiesa poiché si riteneva che essi potessero accendere gli istinti meno nobili. così che i grandi musicisti riprodussero in seguito tali passaggi armonici introducendoli nei loro spartiti in forma dissimulata o nascosta da sovrapposizioni, o distribuita tra altre note in forma non direttamente percepibile se non subliminata.

Una vera rarità, quindi, questo dipinto che qui vi si propone, rimandandovi al link 

Cerca informazioni su Google
SIMPHONIE DU DIABLE
detta anche "Musica del Tritone"

Questa musica potrebbe accompagnare la visione di una terza opera di Edgar Degas, la statua in cera riproducente la sua amante, la Contessa Pierie de Floury-Bartholomé, che si presenta nel Blog:


(clicca per entrare nel Blog)

Buona visione, cordialmente, Joackinder


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A T T E N Z I O N E !

Questa ricerca di Joackinder é un esempio di creazione artistica del tutto nuova che ha come fine quello di disorientare il critico d'arte avvezzo ad un approccio metodologico ben diverso, basato non come l'ideazione di Joackinder, creativa ed intuitiva, bensì sull'analisi mnemonica di ciò che il critico abbia davvero studiato, compreso e correlato.

Non vi può essere dialogo costruttivo tra le due metodologie se non vi sia alla fine una comune autenticazione dell'opera.

E' chiaro a tutti che qualora il critico d'arte assuma una opinione diversa, non provata da alcun riscontro, Egli giochi a non riconoscere l'autenticità del dipinto.

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1 commento:

  1. Esempio di commento con voto:
    "Bravo Joackinder, continua così !" -> voto: 10/10

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